Taccuino di traduzione

"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio

31/07/2003

Rosi Braidotti, Soggetti nomadi, 1995

"Nella cultura di fine millennio che cresce intorno a noi si ritiene quanto mai importante, e di una serietà che ha del sacrale, il valore fondante delle lingue madri. In questa nuova Europa che è teatro di tutti i suoi vecchi problemi sull'onda di un micidiale ritorno del represso, in questa fortezza etnocentrica, l'ideale della madrelingua è più forte che mai e va ad alimentare il rinato ed esacerbato senso dei nazionalismi e localismi che segnano questo momento della nostra storia."

"Il poliglotta osserva la situazione con estremo distacco critico. Poiché è una persona in transito tra le lingue, non è né qui né là, è in grado di guardare con sano scetticismo alle identità fissate una volta per tutte e alle lingue madri. In questo senso, il poliglotta è una variante sul tema della coscienza critica nomade. Essere tra le lingue rappresenta un vantaggio per la decostruzione dell'identità."

"Non esistono lingue madri. Solo luoghi linguistici che si assumono come punti di partenza. Il poliglotta non possiede una lingua nativa, ma molte linee di transito, di trasgressione. [...] Una specie di caparbietà polimorfa accompagna la capacità del poliglotta di scivolare fra le lingue, rubando tracce acustiche qua, dittonghi là, in un continuo fanciullesco gioco canzonatorio. [...] Il migliore regalo che si può fare a chiunque, ma soprattutto ad un poliglotta? Una parola nuova, una parola che lei/lui non conosce ancora."

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Dal NY TImes di oggi: From Uzbek to Klingon, the Machine Cracks the Code. Mentre la traduzione automatica tradizionale richiedeva l'impegno di programmatori bilingue che dovevano inserire nel programma vocabolario e sintassi, con la traduzione automatica statistica, è sufficiente inserire nel sistema un testo in inglese con relativa traduzione in altra lingua: in base ad un'analisi statistica, il programma impara la seconda lingua. Secondo gli esperti, in soli 5 anni si potranno codificare circa 100 idiomi, anche se lingue come il cinese possono complicare le cose.

Postato da: BebaManno a 10:58 | link | commenti (1)

30/07/2003

Segnalato da Margaret Marks: Hall of Technical Documentation Weirdness di Darren Barefoot. Spassosissimo, ma anche molto realistico.

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Ogni giorno, sul Corriere della Sera Giulio Nascimbeni spiega l'etimologia di parole ed espressioni.

La matematica si impara prima con le parole e poi con i numeri. Lo scrive oggi il quotidiano Haaretz: le capacità linguistiche (e logiche) sono essenziali per l'apprendimento della matematica. "By developing the pupils' verbal skills and creating analogies between these [skills] and mathematical formulas, they can achieve improvements in their subjects. All children are born with high levels of linguistic logic skills and an ability to think logically. The teaching methods in schools sometimes cloud that logical capability, so they fail math." Learning math through words.

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29/07/2003

Poco blog-tempo per bloggare oggi...

Una precisazione: relativamente al mio post di ieri sulla parola courriel. Quello che l'articolo del NY Times non diceva è che la parola courriel, introdotta da poco in Francia, è una contrazione del termine courrier electronique ed è già in uso da tempo in Canada. Lo dicono qui.

Un'aggiunta: sempre alla data di ieri Margaret Marks riprende nel suo blog il mio post sull'inglese australiano e indica due link, Australian Word Map (con parole specifiche delle diverse regioni australiane) e la versione australiana (!) della Bibbia, The Aussie Bible, di prossima pubblicazione. Thanks, Margaret!

Interalia è la rivista del Servizio di Traduzione della Commissione Europea che ha sostituito Tracce. Il numero di giugno di quest'anno contiene una dettagliata recensione del libro di Umberto Eco, Dire quasi la stessa cosa, e, molto più interessante, la storia tormentata della traduzione in inglese del libro di Hella Haasse, Het woud der verwachtingen. Non sono riuscita ancora a scoprire se esiste già una traduzione italiana di questo libro, ma qui ho trovato alcuni incipit dei romanzi di H. Haasse già tradotti.

Per quanto interessante, il libro di U. Eco si riferisce ad esperienze di traduzione (o di correzione di traduzioni) dell'autore stesso, in particolar modo di opere letterarie, e, a mio parere, è troppo lontano dall'attività quotidiana della maggior parte dei traduttori. Siamo sinceri, quanti di noi si trovano a tradurre T.S. Eliot o la Genesi ogni giorno? Detto ciò, rimangono utili le sue considerazioni generali sulla traduzione come processo di interpretazione e negoziazione.

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28/07/2003

Nel mondo si parlano circa 6700 lingue ed ogni 15 giorni una di queste lingue muore. Internet può diventare l'arca di Noè per salvare tutti questi patrimoni linguistici. Lingue perdute, la rinascita è online, dal Corriere della Sera.

Sempre in tema di difesa dei patrimoni linguistici, in un articolo sul New York Times, You've got Courriel, si afferma che le autorità francesi hanno deciso di bandire la parola e-mail e di usare courriel al suo posto. Mi sbaglierò, ma pensavo che questa parola fosse presente già da tempo nel vocabolario francese...

Down under, invece, l'inglese australiano tiene testa senza grossi problemi all'inglese americano: No fries with that, mate.

Postato da: BebaManno a 10:44 | link | commenti (1)

25/07/2003

Come (quasi) sempre il Moscow Times pubblica un articolo sull'uso della lingua russa e sulle possibili traduzioni in inglese. Oggi: It's The Little Words That Count.

Sullo Spectator, Mind your language: l'origine della parola lasagna. Non è ancora sicuro a chi vada il merito di aver inventato le lasagne e la relativa parola (sono in lizza italiani ed arabi), ma sicuramente non sono stati gli inglesi. Il vocabolario Devoto-Oli conferma che la parola lasagna proviene dal latino volgare lasania, derivata da lasanum, nome di un recipiente.

L'Espresso invita tutti i lettori (soprattutto quelli 'under 18') a partecipare alla compilazione di un vocabolario giovanile interattivo. Mi piace soprattutto la parola zuppone.

Il collega Gilberto Lacchia mette a disposizione sul proprio sito una pagina per la ricerca di acronimi medici italiani ed anglosassoni. L'elenco può anche essere scaricato in formato PDF. Si tratta di un progetto continuo, a cui, si spera, altri colleghi vorranno collaborare.

Postato da: BebaManno a 12:12 | link | commenti (1)

24/07/2003

Per prima cosa, oggi, un po' di manutenzione. Qui a destra ho aggiunto altri blog di traduttori.

In un posting di ieri Margaret Marks ha segnalato il sito della casa editrice St. Jerome Publishing. Mi sono subito affrettata a dare un'occhiata e (come resistere!) ho acquistato subito alcuni volumetti della serie Translation Practices Explained in vista delle lezioni che dovrei tenere il prossimo anno accademico presso l'ITV di Utrecht. Cercando dei manuali/libri/documenti simili in italiano da indicare agli studenti come letture consigliate, ho trovato il Vademecum del traduttore, un file PDF gratuito (a patto di inviare un commento all'autore), con tanti utili consigli pratici ed un tocco di ironia. Non so esattamente quanto tempo fa sia stato scritto, ma la sezione dedicata agli strumenti per i traduttori ed alla scelta del computer richiede sicuramente un aggiornamento. Sul sito Logos è disponibile invece un corso di traduzione online (anche questo gratuito) in diverse lingue. L'autore è Bruno Osimo, di cui avevo già due volumetti: Manuale del traduttore e Traduzione e nuove tecnologie, editi da Hoepli. Tutti materiali utili per un orientamento generale sulla professione di traduttore.

Postato da: BebaManno a 14:12 | link | commenti (1)

23/07/2003

Personalmente, ho iniziato acquistando vocabolari in versione cartacea sugli argomenti più disparati (la scusa era: non si sa mai che cosa mi tocca tradurre...). Negli ultimi tre o quattro anni sono passata a quelli su CD-ROM, ma quelli su carta rimangono sempre i miei preferiti, perché posso metterci annotazioni, sottolineare o cancellare le parole, aggiungere definizioni. Il mio preferito è il Dizionario Medico Illustrato Dorland, quello che mi ha deluso il Van Dale Nederlands-Italiaans. The lexically flexible, redefined dictionaries, dal Sidney Morning Herald.

English is a language of business, but Americans aren't fluent: questo articolo sull'inglese come seconda lingua conferma quello che già pensavo da tempo. Io, italiana, posso parlare senza problemi in inglese con, ad esempio, un messicano (o altra nazionalità a piacere), mentre un americano potrebbe trovare il mio inglese un po' ostico.

A St. Pete Goblin Doesn't Mix Words dal Moscow Times. Un articolo divertente su un traduttore russo di lungometraggi.

Postato da: BebaManno a 09:18 | link | commenti (1)

22/07/2003

Due progetti

Lo scorso maggio è stata aperta la sezione italiana del sito dell'Asilomar Institute for Information Architecture, un'organizzazione non profit con l'obiettivo di promuovere l'architettura dell'informazione. E' stato dato avvio anche ad un progetto di traduzione in diverse lingue (fra cui olandese ed italiano) di articoli e libri scritti da alcuni esperti. A quanto sono riuscita a capire, le traduzioni italiane disponibili (poche, tre o quattro articoli) sono state fatte non da traduttori professionisti, ma da architetti dell'informazione italiani. Per una definizione di architetto dell'informazione, cliccare qui.

Il 9 luglio scorso è stata messa online un'altra sezione italiana, quella della Wikipedia, "l'enciclopedia libera, di tutti, del futuro", a cui tutti possono contribuire scrivendo, redigendo, correggendo, modificando (o distruggendo ;-) un articolo o una voce. La sezione Redazione It.Wiki riporta istruzioni su come scrivere, correggere o tradurre un articolo per l'enciclopedia.

Postato da: BebaManno a 10:27 | link | commenti (1)

 

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