"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Anglicismi
ComputerWorld ha compilato un elenco di anglicismi assurdi e strampalati, con relativa spiegazione.
Perché no?
Telefonata 1 (due ore fa)
- Buongiorno, vorrei fare tradurre in italiano un atto di successione.
- Mi dispiace, non mi occupo di testi legali.
- Perché no?
- Perché sono specializzata in testi tecnici, medici...., ma non legali.
- Perché non ci prova? Non ha il coraggio?
- Come le ho detto, sono specializzata ..(blah blah blah).
- Ah, allora il suo italiano non è molto buono.
- !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
................
Telefonata 2 (20 minuti fa)
- Buongiorno, lei traduce in italiano?
- Sì, in che cosa posso esserle d'aiuto?
- Devo fare tradurre una lettera in rumeno.
- Mi dispiace, traduco in italiano, non in rumeno.
- Perché no?
-!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(Riflessione del traduttore: Someone must be on crack this afternoon.)
Riflessioni sul copyediting
Robert Birnbaum intervista Barbara Wallraff, autrice del libro Your Own Words.
Inglese in Azerbaijan
Of Roasted Brians and Other National Cousins: un articolo sull'uso quotidiano della lingua inglese in Azerbaijan.
L'idiota
Una nuova traduzione in inglese de L'idiota di Dostojevskij. La recensione è di A.S. Byatt.
Il prossimo libro da leggere
La straduzione, di Laura Pariani. L'autrice ha anche un sito personale.
Su Italia Libri c'è un'intervista con la scrittrice e Giovanni Nardi il Cruscante ha scritto una breve recensione del libro.
Linguistica
Karen Chung dell'Università di Taiwan ha una pagina con moltissimi link sulla lingua inglese.
Cani e gatti
Un altro articolo di Michel A. Berdy sul russo e gli animali domestici. L'articolo precedente è qui.
Food
MM ha un post interessante e divertente su Jamie Oliver, un cuoco inglese molto giovane e trendy, famoso ormai anche in Olanda, La serie televisiva di Jamie Oliver l'ho vista tutta in lingua originale, grazie a quella che MM definisce wonderful undubbed Dutch TV :-), e posso dire che l'inglese di Mr Oliver è tutt'altro che da manuale, ma pur sempre interessante.
In generale trovo che il linguaggio usato dai cuochi inglesi sia molto più colorato, ispirato e creativo di quelli di altre nazioni, ad eccezione forse di Pellegrino Artusi, che riesce a rendere appetitose anche le verdure.
La mia preferita da anni è Delia Smith. Via Marcella Hazan, Nigella Lawson o Sophie Grigson! L'inglese di Delia Smith incute timore e affascina. Alcuni esempi da Delia's How to Cook: una quaglia è a self-contained little bird; The Fear Factor non è un capitolo sugli attacchi di panico, ma su come pulire un pesce; How can we put it right? è un paragrafo dedicato ai prodotti naturali; What's gone wrong?, titolo da self-help book, parla dell'allevamento dei polli; How to preserve our heritage, ovvero come fare le marmellate. L'aggettivo più usato: proper. Come in proper omelette, proper chocolate, proper old-fashioned chicken.
Per non parlare dei consigli di Delia per superare i momenti difficili: If you sometimes feel depressed or let down, if you're suffering from the pressures of life, or simply having a plain old grey day, my advice is to roast a chicken. [...] Sometimes you need to turn your back on the complications of life, give yourself some space and become homespun and happy for just a couple of hours. Provare per credere. ;-)
In Olanda? I poveri traduttori italiani si consolano con una cena in un locale diverso una volta all'anno. Quest'anno la scelta è caduta su En Pluche (avvertenza: non fatevi trarre in inganno dall'apparente aspetto da postribolo).
Recensione
Grazie a Zio Burp (a buon rendere!), che mi invia una recensione del libro di Laura Bocci, Di seconda mano.
Il libro l'ho letto qualche tempo fa, due volte ad essere onesta, anche se non mi è piaciuto del tutto. Alle pagine piene di citazioni e nomi, lodate nella recensione, preferisco i capitoli di carattere personale, come quello dedicato alle difficoltà quotidiane del tradurre o del contattare un editore, o, ancora, quello in cui l'autrice racconta degli anni passati a Tunisi e di come ha iniziato a tradurre. Mi ha affascinato la figura di Bettina Brentano, di cui non sapevo assolutamente nulla e su cui vorrei leggere ancora qualcosa. E ho raccolto l'invito a provare a tradurre l'incipit di Price and Prejudice: It is a truth universally known, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife. Con scarsi risultati, purtroppo.
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