Taccuino di traduzione

"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio

31/01/2005

Strumento imperfetto

Dal JoongAng Daily un articolo su come imparare una lingua con uno strumento tutt'altro che perfetto: il dizionario. 

Postato da: BebaManno a 08:59 | link | commenti

30/01/2005

Link per la domenica

Around the World in 5  Boroughs: in alcuni quartieri di NY l'inglese è una lingua straniera.

L'Independent annuncia i candidati al premio Foreign Fiction per il 2005. In gara anche l'italiano Enrico Remmert con La ballada delle canaglie.

On Language: la parola di oggi commentata da William Safire è vegan.

Piuttosto che spalmare non è un bel parlare: Gian Luigi Beccaria contro l'uso/abuso di piuttosto che.

Se i dizionari si mettessero a cantare...

Postato da: BebaManno a 11:17 | link | commenti (1)

28/01/2005

E-mail

Damslog segnala un articolo (in inglese) con consigli per e-mail senza errori.

<rant>

Io mi accontenterei di ricevere messaggi leggermente più articolati di quello riportato qui di seguito:

Ha Isa,

Dit voor maandag as. BVD,

J.

[traduzione]

Oi Isa,

questo per lunedì. GIA,

J.

</rant>

Il copywriter belga Johan Verschueren, che, secondo la sua stessa dichiarazione, scrive testi che affascinano, seducono e soprattutto vendono, offre dieci consigli su come scrivere una e-mail cortese (ed, in alcuni casi, ammaliante).(*) Li riporto brevemente.

1. Non inviate e-mail in formato HTML. HTML è per pagine web. Usatelo solamente se strettamente indispensabile per il lay-out del messaggio.

2. I messaggi di e-mail vengono conservati e, a volte, stampati. Pensate bene prima di scrivere. Scrivete un messaggio strutturato, senza errori di grammatica e ortografia.

3. Indicate chiaramente il subject.

4. Siate concisi, ma non troppo.

5. Alcune persone pensano che non sia necessario iniziare con un saluto. Strano, se lo si fa in una lettera, perché non in una e-mail? E' un segno di cortesia.

6. Non utilizzare abbreviazioni di propria invenzione, soprattutto alla fine del messaggio. E' scortese.

7. Non è detto che il destinatario si ricordi chi siete. Quindi scrivete sempre il vostro nome per esteso.

8. Non scrivete TUTTO IL MESSAGGIO IN MAIUSCOLE. Equivale ad urlare.

9. Se volete mandare lo stesso messaggio a 60 persone diverse, non mettete tutti gli indirizzi nel campo cc, ma in quello bcc, per proteggere la privacy delle persone.

10. Non inviate attachment non richiesti, soprattutto se contengono virus. Nel caso dei clienti che inviano traduzioni, direi: telefonate per sapere se il traduttore è disponibile. Costa poca fatica, e il traduttore sarà più disposto ad aiutarvi (a volte, anche a lavorare nel fine settimana). ;-)

(*) Il titolo è I 10 errori più comuni di un'e-mail, ma preferisco una 'traduzione positiva'. Fra l'altro, anche questo articolo era stato segnalato tempo fa dal simpatico Damslog.

Postato da: BebaManno a 12:53 | link | commenti (1)

26/01/2005

Roba da chiodi

Da Seattle la collega Carlotta Boyd mi segnala quest'articolo da far gelare il sangue.

E allora ripetiamolo ancora una volta, tutti insieme, ad alta voce: la traduzione automatica non è mai affidabile. Sperando che sia l'ultima volta.

Postato da: BebaManno a 16:18 | link | commenti (1)

25/01/2005

Programma

Qui si può ascoltare un programma radiofonico americano sulle lingue in via d'estinzione.

Ebraico

Sull'Observer un articolo prende in esame l'influsso dell'inglese e dell'arabo sull'ebraico.

Postato da: BebaManno a 19:43 | link | commenti (1)

23/01/2005

Una delizia per gli occhi

Invito tutti a visitare Giornale Nuovo, dove Mr H ha pubblicato un bellissimo post sugli alfabeti figurativi. 

Postato da: BebaManno a 14:02 | link | commenti (1)

Quel diavolo di Ambrose

Ambrose Bierce, giornalista e scrittore americano, contemporaneo di Mark Twain e scomparso intorno al 1913 quando andò ad unirsi a Pancho Villa, era noto per la sua arguzia, con cui tirava colpi a destra e a sinistra. Una delle sue opere più famose è The Devil's Dictionary (1911) (la versione scaricabile in formato zip è qui) che, nonostante mostri il passare degli anni in alcune delle sue definizioni, rimane sempre molto spassoso.

Alcune voci:

DICTIONARY, n.
A malevolent literary device for cramping the growth of a language and making it hard and inelastic. This dictionary, however, is a most useful work.
LANGUAGE, n.
The music with which we charm the serpents guarding another's treasure.
LEXICOGRAPHER, n.
A pestilent fellow who, under the pretense of recording some particular stage in the development of a language, does what he can to arrest its growth, stiffen its flexibility and mechanize its methods. For your lexicographer, having written his dictionary, comes to be considered "as one having authority," whereas his function is only to make a record, not to give a law. The natural servility of the human understanding having invested him with judicial power, surrenders its right of reason and submits itself to a chronicle as if it were a statue. [...]

Nulla sui traduttori, per fortuna.

Postato da: BebaManno a 13:32 | link | commenti (1)

21/01/2005

Friday Humor

Mi perdonino i miei amici britannici.

Il seguente testo mi è stato inviato dal collega JD. Si tratta di una guida per aiutare gli stranieri a capire meglio i britannici, che pare sia stata trovata da un non meglio identificato giornalista di The Economist appesa ad una parete nella Corte di Grazia e Giustizia Europea. Non ci credo molto. Comunque eccola qua:

What they say: I'm sure it's my fault.
What is understood: It is his fault.
What they mean: It is your fault.

What they say: I'll bear it in mind.
What is understood: He will probably do it.
What they mean: I will do nothing about it.

What they say: I was a bit disappointed that...
What is understood: It doesn't really matter.
What they mean: I am most upset and cross.

What they say: By the way/Incidentally...
What is understood: This is not very important.
What they mean: The primary purpose of our discussion is...

What they say: I hear what you say.
What is understood: He accepts my point of view.
What they mean: I disagree and do not want to discuss it any further.

What they say: Correct me if I'm wrong.
What is understood: Tell me what you think.
What they mean: I know I'm right--please don't contradict me.

What they say: With the greatest respect...
What is understood: He is listening to me.
What they mean: I think you are wrong, or a fool.

What they say: That is an original point of view.
What is understood: He likes my ideas.
What they mean: You must be crazy!

What they say: Very interesting.
What is understood: He is impressed.
What they mean: I don't agree, or I don't believe you.

What they say: You must come for dinner sometime.
What is understood: I will get an invitation soon.
What they mean: Not an invitation, just being polite.

What they say: Quite good.
What is understood: Quite good.
What they mean: A bit disappointing.

Postato da: BebaManno a 17:46 | link | commenti (1)

20/01/2005

 Discorso inaugurale

In occasione dell'imminente giuramento di George, il Washington Post riflette su che cosa rende memorabile il discorso inaugurale di un presidente.

Postato da: BebaManno a 15:16 | link | commenti (1)

Sfogo

Severgnigni si sfoga sul Corriere.

Postato da: BebaManno a 14:59 | link | commenti (1)

 

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