"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Un'altra Charlotte
Il 31 marzo 1854 moriva Charlotte Brontë. Sul Guardian un dossier dedicato alla scrittrice.
I traduttori di Charlotte
I am Charlotte Simmons, l'ultima fatica di Tom Wolfe, che ha ricevuto il Bad Sex Award, è stato tradotto in spagnolo da Carlos Mayor ed Eduardo Iriarte. Il duo è stato intervistato da Jerry Portwoord della rivista letteraria The Barcelona Review. L'ostacolo più grande? La traduzione del Fuck Patois.
TBR: The what?
EI: Fuck Patois? That comes from the main character Charlotte who thinks . . . what did we translate that as?
CM: Yeah, the Fuck Patois. Hah. El putañés. Charlotte is shocked when she first gets to the campus because she’s a prude, I suppose. Well, they say fuck all the time, which she’s not used to. So, she thinks they are speaking in this dialect which Wolfe calls "Fuck Patois."
Questo blog dovrebbe recare un po' di sollievo a chi trascorre troppo tempo da solo al computer ed è impacciato socialmente. Da Rebecca's Pocket.
Letture...
Fiction in translation: un articolo del NY Times su narrativa straniera tradotta in inglese. Tema generale: le cicatrici del passato.
La storia della Bibbia: Whose Bible is it?
Umore primaverile:
Весна (spring), particularly early spring, doesn't have light and carefree associations. It is a time of melting and flooding, of impassable roads, of the last scraggly vegetables stored in the cellar. Russians say Красна весна, да голодна (spring is beautiful but hungry). So if you are feeling just a tad down, don't worry -- join the party. At least you can cheer yourself up by describing the exact nature of your misery. Da: Deep Down in the Mud of Spring Ennui
Agota Kristof: un articolo su La Stampa Web.
L'alfabeto sanscrito: un sito italiano dedicato a questa lingua affascinante. Altri link in diverse lingue qui.
...e meditazioni
Om mani padme hum
The jewel of consciousness is joined with the heart's lotus.
Traduzione = Meditazione
Più che un atto di mediazione è una forma di meditazione: richiede l'umiltà di accettare lo stile e il pensiero dell'autore che traduci (per questo sarebbe meglio scegliere autori che siano quantomeno “compatibili” con la propria sensibilità), sentire il “respiro” del testo (non solo la poesia ha un ritmo), cercare di riprodurlo nella propria lingua, diventare malleabili al punto di scrivere in italiano con lo stesso respiro dell'inglese. E' un lavoro di ri-scrittura, non un trasloco di parole.
Dopo Dio e l'idraulico, c'è il traduttore: intervista con Delfina Vezzoli.
Ebraico moderno
La scrittura quadrata dell'ebraico moderno non è affatto ebraico.
As proud Israeli Jews, we claim today that we are speaking and writing Hebrew, the ancient language revived along with the Zionist movement, and decreed by the newly established State of Israel to be Israel's national language. But the Hebrew script we use nowadays, the square script, is in fact not Hebrew at all.
Pen Ultimate / With a roll of the scroll
Corsi d'olandese in Italia
Per chi vuole provare:
Istituto Olandese a Roma oppure Associazione Italia-Olanda-Fiandre a Bologna.
Controcorrente
Non so dalle vostre parti, ma qui molti dei miei colleghi hanno deciso di imparare una nuova lingua, e, secondo il principio per cui imparare una nuova lingua è aprire un nuovo conto in banca, scelgono il lituano, il cinese o il giapponese.
Ma per quanto allettanti i corsi offerti dalla Scuola Cinese di Amsterdam, il Taccuino di traduzione va controcorrente e invita ad imparare altre lingue, di quelle che portano poca pecunia e tanta soddisfazione. Per l'esempio, l'igbo, l'islandese, l'afrikaans, il tagalog, il papiamento e, per chi vuole restare vicino a casa, l'ungherese. Insomma, sbizzarritevi.
Questa sì che è localizzazione.
Il tormentone dell'asseverazione
Tempo fa avevo accennato ad una discussione condotta qui in Olanda sul valore dell'asseverazione per un traduttore. Siccome spesso dalle discussioni accese nascono delle calunnie (e, come sappiamo, la calunnia è un venticello...), tanto per non saper né leggere né scrivere e con l'incoraggiamento di alcune colleghe, qualche mese fa ho deciso di presentare la mia richiesta di asseverazione al tribunale.
La procedura è semplice per i traduttori olandesi. E' sufficiente un diploma universitario o di una scuola superiore per traduttori e interpreti. Non si deve dimostrare nulla. Per i traduttori stranieri è leggermente diverso: bisogna dimostrare di saper tradurre dalla propria lingua all'olandese, nonostante non lo si faccia mai nella pratica.
Armata di pazienza, mi sono rivolta all'Università di Leida, dove nessuno aveva voglia di aiutarmi. L'università di Amsterdam non ha risposto ai miei messaggi. Finalmente all'università di Utrecht mi hanno fatto fare un esame: la traduzione di un testo leggermente medico e di un articolo di giornale sulle due Simone (!). Superato il test, il professore che mi ha esaminato ha scritto una lettera di raccomandazione al tribunale, .... con la mia data di nascita sbagliata. Poi ne ha scritta un'altra, con la data giusta.
Fase successiva: la richiesta di un certificato di buona condotta (verklaring van goed gedrag o semplicemente VOG), per il quale occorre una lettera del datore di lavoro. Ma nel caso dei freelance? Si prega l'impiegato del comune di far finta di niente. Ci vogliono almeno tre settimane prima di ricevere il benedetto certificato.
Occorre anche la traduzione giurata del diploma di laurea e dell'elenco degli esami con relativa votazione. Fatto da una collega gentile. Naturalmente le fotocopie dei diplomi devono essere prima autenticate dal consolato italiano. Fatto.
Infine, la 'supplica' al presidente del tribunale. Copiata.
Pagati anche i 244 euro per la procedura.
Oggi il momento fatidico. Questa mattina, vestita in stile Matrix per farmi forza, mi sono presentata in tribunale. Quello che doveva essere un momento formale e cerimonioso, si è rivelato, come spesso succede, deludente. Niente grande aula di tribunale, ma una saletta triste e bianca. Niente ritratto di Beatrice alla parete, né massime sulla legge uguale per tutti. Il giudice non ha neanche una parrucca. A piacere, si può scegliere di promettere o di giurare sulla Bibbia.
'Dat beloof ik'. Prometto.
Et voilà, sono una traduttrice giurata.
Fuori dall'aula una cara collega mi aspetta con un bellissimo mazzo di fiori.
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