"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Letture per il giorno della Regina
E' Koninginnedag, la festa della Regina, tutti sono vestiti d'arancione e per le strade la birra ha già iniziato a scorrere come un fiume in piena. Siccome l'arancione non ci dona, preferiamo rimanere tranquilli tranquilli a casa e proporvi due link olandesi.
Ecco il primo: a W.H. Hermans, uno dei migliori scrittori olandesi, è stato ora dedicato un sito ricco di informazioni e articoli dello scrittore. Fra l'altro, a chi vuole leggere letteratura olandese e del Nord Europa in traduzione ricordiamo il sito della casa editrice Iperborea, i cui libri sono di solito in formato molto tascabile, da portare e leggere ovunque.
Il secondo link è dedicato a Belle van Zuylen, ovvero Isabelle de Charrière, ora tradotta in italiano da Daria Galateria, docente di francese all'Università di Roma. Lo abbiamo scoperto grazie a questo articolo sulle traduzioni dal francese all'italiano pubblicato oggi da Swissinfo.
Per chi non si accontenta, l'articolo settimanale di Michele A. Berdy sui tranelli del russo: The Skinny on Scrawniness.
E infine, per favorire la meditazione: Zen Garden.
Buon fine settimana.
Traduzione
Su Blogger News Network un articolo sulla traduzione scritto da Werner George Patels, traduttore e blogger (The German-English Translator).
Per tornare sull'argomento dei dizionari
Il Village Voice dedica un lungo articolo a Ilan Stavans, autore di ben quattro libri (tutti pubblicati nei primi mesi del 2005). Uno in particolare ha attirato la mia attenzione: Dictionary Days: A Defining Passion.
The book is a brave feat not only because it shows he's got academic boxing gloves on, but also for the intimate vantage point it affords readers. By opening up his personal life, Stavans seems to enhance his linguistic argument, recognizing that this intimacy—e.g., the hyper-detailed description of Stavans's personal library bookshelves and his eight-year-old son's talk of heaven—is part of why people read. Even the most pomo, Foucault-following reader can't help glance at a biography now and then, or wonder if Kafka had as severe a roach problem as did the reader's last Bushwick flat. Stavans takes this to another level by reading dictionaries as if they were blogs.
The Connection propone un'intervista con l'autore.
E ora non mi resta che cercare di resistere alla tentazione di comprare il libro.
Consenso, sì, ma informato??
Traduco regolarmente moduli per il consenso informato e mi sono sempre domandata se frasi del tipo 'studio randomizzato, a doppio cieco, controllato con placebo, condotto fra soggetti affetti da angioedema dovuto a carenza di C1-inibitore umano ricombinante' fossero chiare anche per chi decide di mettere la propria salute (o mancanza di) nelle mani dei ricercatori.
Ebbene, una volta tanto ho ragione:
Parents who are asked to sign consent forms allowing researchers to enroll their children in medical studies often have a poor idea of what they are agreeing to. But when the forms are redesigned and rewritten using graphics and simpler language, the understanding increases, a new study finds.
Dal New York Times: Testing: Consent Forms in Plain English
Il blog inglese di Kristin Espinasse, americana residente in Francia. Kristin è anche l'autrice di due libri (la pubblicazione del terzo è imminente), Words in a French Life I & II .
Letture
Compleanno
Ieri molti anni fa nasceva Vladimir Nabokov. Steve di Language Hat ha un bel post su questo scrittore. E questa pagina contiene link dedicati al suo libro più famoso, Lolita.
Blog
Languor Management è il blog di Kevin Kinsella, scrittore e traduttore (fra l'altro di Osip Mandelstam).
Libri gratis
Letture libere offre ebook gratuiti. Alcuni titoli interessanti.
Cinema
Se avete intenzione di andare a vedere The Interpreter...
Globish
If you can't master English, try Globish.
Valeria Della Valle, Dizionari italiani: Storia, tipi, struttura, Carocci Editore, Roma, 2005, € 9,00
Dopo Il Salvaitaliano, Il Salvastile e Le parole giuste, non potevo perdermi l’ultima fatica di Valeria Della Valle sui dizionari italiani, un libro piccolino, leggero, ma pieno zeppo di informazioni.
I primi due capitoli sono dedicati alla storia dei vocabolari: dalle tavolette di argilla del II millennio a.C. ritrovate in Siria, attraverso il Dizionario della Crusca in tutte le sue edizioni, fino ai vocabolari moderni. Nel terzo capitolo vengono presentati i diversi tipi di dizionari, fra cui i dizionari storici (che registrano la tradizione letteraria di una lingua), i dizionari dell’uso (che registrano la lingua contemporanea), i dizionari etimologici e dei sinonimi, i dizionari metodici (in cui le parole vengono raggruppate in base all’affinità delle nozioni che esprimono), le concordanze e i lessici di frequenza (la cui origine risale agli anni Cinquanta e che hanno dato vita alla lessicografia computazionale). Ogni tipo è spiegato in dettaglio e vengono forniti esempi tratti da diversi dizionari. Nel quarto ed ultimo capitolo la faccenda si fa più tecnica, ma mai noiosa. Viene spiegata la struttura di un dizionario, con tutti i suoi componenti. Per prima cosa si opera una distinzione fra macrostruttura, ovvero il corpo del dizionario (l’ordine alfabetico o sistematico, l’introduzione al dizionario, le avvertenze per l’uso, le appendici), e microstruttura, che comprende tutti gli elementi di una voce. Vengono quindi introdotti i singoli componenti: lemmi, lessemi, sottolemmi, intestazione, marche d’uso, datazione, sinonimi, fraseologia ecc…
Ogni capitolo si conclude con un riassunto sotto forma di lista spuntata.
Il libro contiene anche alcune considerazioni interessanti, che ci possono guidare nell’acquisto e nell’uso dei dizionari.
Per prima cosa si deve sfatare il luogo comune per cui il dizionario migliore sarebbe quello che contiene il maggior numero di parole. Nella scelta di un dizionario si devono tenere presenti altri criteri, come la capacità di fornire informazioni grammaticali, sul livello stilistico, sulla frequenza d’uso, e la fraseologia riportata.
Nel caso dei dizionari di sinonimi, dobbiamo tenere a mente che i sinonimi assoluti non esistono (o sono molto rari). Questi dizionari, utili per arricchire il nostro vocabolario e per evitare ripetizioni, vanno usati con una certa cautela.
In generale si deve adottare un atteggiamento critico nella consultazione di un dizionario, che non è, come molti pensano, un archivio di parole immobili nel tempo. Le parole rispecchiano non solo la realtà linguistica, ma anche un determinato periodo storico, per cui nelle definizioni può affiorare a volte l’ideologia dei lessicografi. In alcuni casi, e qui viene citato il dizionario del De Mauro, ci si fa premura, per esempio, di segnalare accezioni che esprimono pregiudizi o stereotipi.
Il libro non aggiunge nulla di nuovo al campo della lessicografia, ma penso possa essere considerato un buon acquisto, perché aiuta conoscere e usare i vocabolari con maggiore cognizione.
L’unica delusione è stata scoprire che non esiste ancora per l’italiano quello che invece è disponibile in olandese, un Combinatiewoordenboek, ovvero un dizionario generale delle co-occorrenze.
Creatività extra
Vi occorre un pizzico di creatività in più per scrivere un articolo, anche senza aver niente da dire? La soluzione la segnala il Washington Post: Automatic CS Paper Generator. Ai più artistici consigliamo invece il Postmodernism Generator.
Signorine, bambole, pupe...
Russian has a rich assortment of words to describe girls and women, from their infancy to their dotage, be they maidens or slatterns. It can be a bit confusing for us foreigners, since the connotations and meanings differ in various centuries and various genres -- and today depend on tone, context and sometimes even the age and social status of the speaker. The good thing about this is that if you make a mistake, you can pretend that you were making an allusion to 19th-century Russian poetry. No one will believe you, but it's a good way to show off a bit of erudition.
Damsels in Linguistic Distress. Dal Moscow Times.
Ammiel Alcalay
Un'intervista ad Ammiel Alcalay sui limiti della traduzione poetica. Da Moorish Girl.
| www.flickr.com |
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