"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Le conversazioni degli altri
Разговоры, Подслушанные в Москве: un bellissimo blog che raccoglie le conversazioni udite per le strade di Mosca.
Fatemi un favore
Andate a congratularvi con Zio Burp, che ha vinto il Premio Teramo con un racconto per bambini. Presto, prima che Burp la smetta di trattenere la pancia.
Giù le mani da Emily Dickinson!
Dickinson's year at Mount Holyoke Female Seminary further shaped her "religious" views. During her stay at the school, she learned of Christ but wrote of her inability to make a decision for Him. She could not settle "the one thing needful." A thorough study of Dickinson's works indicates that she never did make that needful decision. Several of her poems show a presumptuous attitude concerning her eternal destiny and a veiled disrespect for authority in general. Throughout her life she viewed salvation as a gamble, not a certainty. Although she did view the Bible as a source of poetic inspiration, she never accepted it as an inerrant guide to life.
Here's the problem with Emily Dickinson
E' una giornata buia e tempestosa
Ideale per starsene al caldo, a leggere Ghost Stories.
Nelle lingue degli altri (ovvero: il bello del soffrire d'insonnia è che si ha tempo per leggere un sacco di libri)
Yiyun Li è cinese e scrive in inglese. A thousand years of good prayers comprende 10 racconti, alcuni ambientati in Cina. Il racconto non è il mio genere letterario preferito, ma queste storie sono delicate, divertenti e commoventi. Parlano di amore, nascite, timori, morte, cambiamenti politici e non, descrivono realtà lontane dalla mia/nostra. Una lettura affascinante.
Laila Lalami (Moorish Girl) è marocchina, ma scrive in inglese. Hope and other dangerous pursuits è un libro piccolo, dalla struttura originale, con quattro storie bellissime, personaggi a cui affezionarsi, colpi di scena. Un esempio di levità ed eleganza.
Leila Aboulela, sudanese, scrive in inglese. Minaret è stato una scoperta incredibile. Le idee del libro (la fede e l'abnegazione) non trovano terreno fertile in me personalmente. Ma la voce narrante è diretta, semplice e decisa, ti prende in contropiede e, come nel caso degli altri due libri, ti porta in un mondo (quello di una donna mussulmana in Inghilterra) parallelo al tuo, lontano e, a tratti, incomprensibile. Un libro halal per chi ama le sfide.Tradotto anche in italiano.
Per intrattenervi
La mungitura robotizzata mi tiene occupata e mi darà filo da torcere ancora per qualche giorno. Nel frattempo, per non annoiarvi vi propongo un po' di linguistica meditativa automatica: Zentences.
Traduzione
Translation is an art and despite Eco’s efforts at giving language a mathematical base, art is often imprecise. Publishers prefer to make everything as familiar and unthreatening as possible. This is a commercial decision, and has nothing to do with the flavour of the original or the way it is captured in a translation. Some writers take it upon themselves to help a translator while others like Marquez see it as a different discipline altogether and leave everything to the translator.
Can there be an untranslatable work? I would imagine Finnegan’s Wake is untranslatable, as is poetry in many cases. Poetry is what is lost in translation, said Robert Frost. Perhaps, at the hands of a great translator, the reverse is also true: poetry is what is gained in translation.
Dal famosissimo quotidiano Deccan Herald, A matter of gain in translation?
Per la domenica mattina
Jonathan Lethem parla del suo appuntamento (mancato) con Italo Calvino: Calvino for beginners.
Luciferous Logolepsy: le parole più oscure della lingua inglese. (Via ReadySteadyBook)
Chi dice che le dimensioni non contano?
Prima di rispondere leggete questo: Tiny things, tiny minds
Evidentemente in Corea i liceali si annoiano a morte, altrimenti non si metterebbero a tradurre.
Ed è evidente che in Cornwall (scusate, Cornovaglia) c'è gente che non ha niente di meglio da fare che fare lite per questioni ortografiche.
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