"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Retroscena
Su Backstory, gli autori possono condividere con i lettori tutte le difficoltà e i momenti d'ispirazione alla base dei loro libri.
Il blog viene gestito principalmente da M.J. Rose, autrice, pare, di ben 8 romanzi.
Alla libreria americana
ABC ad Amsterdam è un po' come The Strand a NY. Granted, non ci sono le proverbiali 8 miglia di libri e i volumi sono ordinatamente sistemati su scaffali e non accumulati negli angoli più impensati, ma nel basement, dove di solito faccio i miei acquisti, il personale è grumpy ma ben informato, ti lascia leggere in pace e le scelte musicali di sottofondo piacevoli.
Al pianterreno si ritrovano di solito gli appassionati di libri inutili (p.e., L'usucapione nei fondi rustici del Sudan), gli amanti del porno di vario tipo e ai vari livelli, di fotografia e di design. I commessi qui sono pazienti, gentili e ti ascoltano fingendo un genuino interesse. Predilezione per un sottofondo di jazz.
Il primo piano è quello destinato al gruppo target dei ragazzini magri magri, pieni di brufoli, vestiti di nero, amanti dei manga, di Stephen King e mostri vari. C'è solo un commesso, un tipo forzuto, a metà fra nerd e geeky, dotato del savoir faire necessario nei contatti con questo pubblico così specializzato. Sottofondo musicale: Marilyn Manson & Co.
L'asino casca al secondo piano, quello dedicato ai libri di psicologia, religione, new age e storia. Qui mi sono avventurata alla ricerca di un libro sulla storia di Hong Kong.
"L'autore è un certo Frank Welsh", dico alla signorina dietro il banco. E lei con le sue unghie lunghe lunghe scrive sulla tastiera Franck Welsch. All'olandese, ...appunto. "E' un autore inglese..." Lei mi guarda puzzled. Conto fino a dieci, mi mordo la lingua e le dico: "Credo, ma potrei sbagliarmi, che si scriva F-r-a-n-k spazio W-e-l-s-h." La giovane corregge nel computer.
"Che libro cerca?"
"A History of Hong Kong."
"A History of Hong Kong?"
"Sì, proprio quello."
"Un attimo che vado a vedere."
E con passo da catwalk si dirige verso il reparto di storia, dove per ben 20 minuti (cronometrati) cerca il libro nella sezione contrassegnata History of South America.
Da non perdere...
...neanche una parola di quelle contenute sul sito dedicato alla scrittrice algerina Leila Sebbar. Soffermatevi soprattutto sul saggio Travail de ménagère, travail d'écrivaine e sul racconto La jeune fille au gilet rouge dans Babel.
"He has a technique from hell. So sexy!"
Ha dichiarato ieri il mio amico JD, all'uscita dell'Amstelkerk, dopo aver ascoltato David Mitchell parlare del suo ultimo libro, Black Swan Green.
E sexy David Mitchell lo è certamente, non perché è alto e biondo ("that kind comes in spades around here", dice giustamente JD), ma perché è timido, modesto e si vede lontano un miglio che ama le parole, le storie, i suoi personaggi e tutti i libri del mondo.
Inizia l'incontro con la lettura di due brani, uno con una scena di sesso (adattissimo alla venue, una chiesa sconsacrata) e uno con una scena di follia. Conosce bene i suoi personaggi e leggendo assegna ad ognuno di essi un tratto particolare: un accento scozzese, un'inflessione curiosa, una leggera balbuzie.
Poi risponde alle domande delle più o meno 30 persone presenti: come è nato L'Atlante delle nuvole (Calvino), perché ogni suo romanzo è diverso dagli altri, come fa a mantenere aggiornato il suo inglese visto che vive quasi sempre all'estero. Un padre fra il pubblico gli chiede se Black Swan Green è un regalo adatto al proprio figlio che sta per compiere 13 anni. Mitchell sorride imbarazzato. Forse, ma il libro contiene delle parolacce.
E' chiaro perché lo mandano in giro per il mondo a promuovere i suoi libri. Mitchell è semplicemente charming. Risponde a ogni domanda seriamente, riflettendo a lungo, come se fosse una questione di vita e di morte. Si scusa per non poter approfondire qualche dettaglio per mancanza di tempo. Ci sentiamo tutti presi sul serio.
E alla fine racconta che sta per trasferirsi di nuovo in Giappone, dove si dedicherà a scrivere un libro ambientato nell'epoca vittoriana... "Oh, that is so sexy!"
PS. I primi tre libri di Mitchell sono stati tradotti in italiano: Nove gradi di libertà (Ghostwritten), Sogno numero nove (Numer 9 Dream) e L'atlante delle nuvole (Cloud Atlas), appunto.
Poesia per il fine settimana
Book of the defeated man:
In you let me write
one red letter that plants
green sadness leading to crystal joy
so that a song comes dancing forth
dressed in elf's clothing
Book of the fallen man:
You know what it means to a man
to live without song
live his wedding without feeling joy
live without a sky that knows him
his life ignored, address unknown?
Book of the future:
Set down the history
of our love of our land
for the effective word
record a moon, record a child
record a branch that grows
out of a fighter's sacrifice
Book of the resistance fighter:
Flame comes from the beating pulse
rebellion from the vanquished heart
revival from the bleeding wound
and our message is still a river of moons
E per quanto uno si impegni a essere un serio professionista, c'è sempre qualcuno che dice:
Experts reckon that the translation industry is worth several crores of rupees. It maybe a humble cookery book to a science manual, or they maybe official documents. But they are all waiting to be translated. That is why you now have even housewives learning these languages.
Il resto di questa horror story è qui.
Voci d'autore
Dalla Media Library del PEN American Center si possono scaricare o ascoltare direttamente gli interventi numerosi autori. Da ascoltare assolutamente Jeanette Winterson, Duong Thu Huong e Orhan Pamuk. Fra gli autori nostrani, Melania Mazzucco parla con Jumpa Lahiri.
Letti (e a volte riletti) - 2
Vyvyane Loh, Breaking the Tongue.
Lo confesso, mi ha lasciato senza parole. E ho anche passato qualche ora a rompermi le dita, fissando perplessa lo schermo bianco. Come si fa a scrivere di questo libro feroce e crudele?
Lo sfondo è Singapore, durante la Seconda Guerra Mondiale.
I personaggi principali: Claude Lim, un ragazzo cinese che parla solo inglese, cresciuto in una famiglia in cui regna la convinzione che la cultura occidentale sia superiore a tutte le altre; Ling-Li, una ragazza che lavora come infermiera e come spia dell'esercito cinese. Intorno a loro ruotano dei personaggi secondari altrettanto complessi: la nonna Siok, che cerca di impartire a Claude i principi di Sun Tsu; Cynthia e Humphrey, i genitori di Claude: mentre il padre ammira incondizionato la lingua e la cultura inglese, la moglie lo tradisce con tutti gli ufficiali britannici che riesce a trovare; Patrick Hennan, ufficiale inglese spia dei giapponesi; Jack Winchester, ufficiale inglese affascinato dalla cultura esotica del luogo.
If it is natural for a man to prefer his own kind, what would make one go the opposite route? What is that mysterious magnet that draws a man to another culture, a whole different way of living? Could it be that never having really lived in his own world, never having been fully alive, he jumps at the chance of a fresh start? Could it be that the exotic is far more vivid and therefore stimulating to the senses, a drug of some sorts, one that intensifies the world? For, as much as you have been brought up to dislike your own race, there are others who, incredible as it seems, have fallen in love with it, others who are drawn to "local" life as much as you resent it.
Quando, dopo varie peripezie dei personaggi, i giapponesi entrano a Singapore, Ling-li e Claude vengono catturati e torturati. E' dopo quest'esperienza che Claude trova il coraggio di rimpossessarsi della propria cultura e della propria identità. Con un gesto disperato: si taglia la lingua.
Down to mere fibres, the last strips of tissue. [...] When fully healed, you will have only a stub to work with. No miraculous new tongue will sprout in the old one's place, no regeneration of what has been lost. Only a muteness - at best, a stunted form of speech, that will make children laugh and tease you mercilessly. No matter. You will laugh along, knowing that they will not be contaminated by that old tongue.
Declino di un impero, ricerca di una patria, di una casa, storia, guerra, identità, orgoglio, crudeltà, amore: Breaking the Tongue affronta tutti questi temi, con riflessioni intense ed emozioni forti.
Su Eyeonbooks si può ascoltare un'intervista con Vyvyane Loh.
Ho fatto del mio meglio. :-)
Letti (e a volte riletti) - 1
Tutti, ma proprio tutti, i libri di Laura Lippman. Non mi vergogno a dichiarare di essere diventata una fan di Laura Lippman e dell'eroina della maggior parte dei suoi libri, Tess Monaghan. Ex giornalista, appassionata vogatrice e investigatrice privata in erba, Tess si muove, si agita e risolve misteri bizzarri sullo sfondo della città di Baltimore. Ottimi anche i due libri della Lippman che non appartengono alla serie Monaghan: Every Secret Thing e To the Power of Three.
Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso. Non mi aspettavo un libro memorabile, ma interessante, sì. Questo libro a me è sembrato confuso e inconcludente. Le prime pagine dedicate all'infanzia e all'adolescenza sembrano una versione ridotta di Lessico familiare. Gli anni dell'università e la scoperta dell'antifascismo sono caratterizzati soprattutto dalla lettura di alcuni libri e da colloqui con qualche professore e intellettuale del tempo, in pieno distacco dalla realtà. Gli anni del lavoro all'interno del PCI sono ancora più vaghi: lunghe e dettagliate descrizioni di riunioni (sembra di leggere il copione di Land and Freedom), assemblee, discussioni, salti da un palo a una frasca e ritorno. Ma La ragazza del secolo scorso è soprattutto un libro soporifero. Meglio la Rossanda giornalista.
Post sulla traduzione letteraria
Su Culture Vulture, il blog del Guardian, Eric Dickens dedica un post alla traduzione letteraria nel Regno Unito.
Language is identity. Across the whole world, millions of people live their whole lives in a mental space that only marginally involves English. Yet these people are not intellectual cripples. Far from it. They can often communicate internationally using English, and still have a reserve of their own - their mother tongue.
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