"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Questioni di stile
Nel suo libro Beyond Words, John Humphrys si lamenta ancora una volta della sciatteria linguistica attuale. Qui potete leggerne un estratto di ben 7 pagine.
Il corsivo
To italicize or not to italicize. For Indian writers selling their English novels in the literary emporiums of the world, this apparently trivial decision has become absolutely crucial. There will have to be many Indian words in the ‘rich weave’ of their prose, especially the food words and the dirty words. Glossaries have become passé, but should the reader be thrown in at the deep end of postcolonial hybridity, or should they be helped gently along?
Il resto è qui.
La biologia di Jenny Diski
Jenny Diski scrive il suo blog con la stessa intensità con cui scrive i suoi libri:
Biology of the Worst Kind.
Pamuk sulla letteratura
In order to be happy, I must have my daily dose of literature. In this I am no different from the patient who must take a spoonful of medicine each day.
[...]
First, the medicine must be good. Its goodness is what tells me how true and strong it is. To read a dense, deep passage in a novel, to enter into that world and believe it to be true - nothing makes me happier, nothing binds me more to life. I also prefer it if the writer is dead, because then there is no little cloud of jealousy to darken my admiration. The older I get, the more convinced I am that the best books are by dead writers. Even if they are not yet deceased, to sense their presence is to sense a ghost. This is why, when we see great writers in the street, we treat them like ghosts, not quite believing our eyes as we marvel from afar. A few brave souls approach the ghosts for autographs. Sometimes I remind myself that these writers will die soon, and that once they are dead, the books that are their legacy will occupy an even higher place in our hearts. Though of course this is not always the case.
If my daily dose of literature is something I myself am writing, it's all very different. Because for those who share my affliction, the best cure of all, and the greatest source of happiness, is to write a good half page every day. For 30 years I've spent an average of 10 hours a day alone in a room, sitting at my desk. If you count only the work that is good enough to be published, my daily average is a good deal less than half a page a day. Most of what I write does not meet my own standards of "goodness". These are two large sources of misery.
Il resto dell'articolo è qui.
Il traduttore più veloce (e produttivo) dell'Est.
Scrybe
Adoro questo tipo di tools, soprattutto se a) sono completi b) facili da usare, c) consentono di lavorare offline (i miei dati sono miei e basta) e c) possono essere trasformati in versione cartacea.
(via)
Libri II
Marjane Satrapi, Persepolis I & II, Lizard
Quando ero piccola, in casa i fumetti erano proibiti. Erano troppo costosi e solo pieni di sciocchezze. Per questo lo scorso fine settimana ho letto Persepolis di Marjane Satrapi con un gran senso di colpa, ripetendomi ad ogni vignetta che si trattava di un romanzo serio, non di un semplice fumetto.
Persepolis è un bellissimo romanzo a fumetti (o graphic novel se preferite), che soddisferà sicuramente anche i palati più letterari. Potete leggere la storia nelle varie recensioni. Vi dico solo che Persepolis I (il volume dedicato all'infanzia dell'autrice) è la parte che preferisco, per il tono birichino e cinico della protagonista. La seconda parte, a mio modesto parere, è troppo personale e finisce per diventare un caso di auto-commiserazione.
In occasione della pubblicazione di Chicken With Plums (Poulet aux prunes), la Satrapi ha rilasciato un'intervista a The Independent, dove non si trattiene dall'esprimere le proprie opinioni su ...tutto.
I traduttori italiani di Persepolis sono Gianluigi Gasparini e Cristina Sparagana, quelli di Pollo alle prugne Andrea Plazzi e Lucietta Palumbo. Su La Nota del Traduttore, potete leggere le loro riflessioni.
Libri I
Qiu Xialong, La misteriosa morte della compagna Guan, Marsilio
Chen Cao, una specie di Dalgliesh + Montalbano in versione cinese, è il protagonista dei tre romanzi polizieschi scritti da Qiu Xialong, scrittore cinese residente negli USA dal 1989.
In questo primo libro, Chen Cao risolve l'omicidio di una Lavoratrice Modello della Nazione in una Shanghai (1990) che sta per scoppiare, dove la maggior parte della gente abita in cubicoli sempre più piccoli e miseri, dove il controllo sociale è più che mai presente, dove iniziano a vedersi i primi segni di un lusso destinato a pochi e dove i giovani preferiscono studiare management piuttosto che letteratura e poesia. Fra le righe della trama si legge un'invettiva dell'autore stesso contro la Cina comunista e in particolare Den Xiaoping, ma nonostante questa piccola pecca, è un'ottima lettura.
Un'altra recensione la potete leggere qui.
La traduzione italiana dall'inglese (*) è di Paola Vertuani.
(*)Il titolo originale è molto più suggestivo di quello italiano: Death of a Red Heroin. In francese: Mort d’une héroïne rouge.
La noia
Daniel Kalder, il cui libro Lost Cosmonaut descrive un modo di viaggiare completamente nuovo e anti-turistico e contiene alcune divertenti informazioni linguistiche, ha scritto oggi un bellissimo articolo su PowellsBooks.BLOG. Sarà guest blogger fino al 20 di ottobre. Leggetelo.
Tradurre Pamuk
[...] Se Pamuk è un ponte lo è ma in maniera sofferente, ossia subisce il peso dei transiti. Mi spiego meglio: è un punto di sofferenza perché deve sopportare pesantissimi transiti sulla sua pelle. La sua maniera di scrivere non è orientale, del resto in Turchia lo svecchiamento dei suoi autori più significativi ha degli esempi anche precedenti. Pamuk però ha una delicata maniera di esprimere il proprio disagio, mai con la satira, la ferocia, il veleno. Nei suoi scritti non è mai offensivo o sfacciato con chi non la pensa come lui. Il suo calamaio però è decisamente nero su bianco, non è certo quello che suol dirsi un autore alla moda».
Intervista con Giampiero Bellingeri, traduttore di Pamuk e professore di lingua e letteratura turca all'Università di Venezia
Pamuk
I have in all honesty believed that two people with similar names must have similar characters, that an unfamiliar word - be it Turkish or foreign - must be semantically similar to a word spelt like it, that the soul of a dimpled woman must carry something of the soul of another dimpled woman I knew before, that all fat people are the same, that all poor people belong to a fraternity about which I know nothing, that there must be a link between peas and Brazil - not just because Brazil is Brezilya in Turkish and the word for pea is bezelye, but also because the Brazilian flag has, it seems, an enormous pea on it: I've seen many Americans do the same thing when they assume a link between Turkey the country and turkey the bird.
Da: Istanbul, pg. 75
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