"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Della traduzione, secondo Jennie Erdal
Jennie Erdal, che l'anno scorso si era finalmente liberata dalle frustrazioni personali con il suo primo libro mal riuscito, scrive oggi sul Guardian un articolo sull'arte della traduzione. Traduzione letteraria, naturalmente. Si direbbe che non esista alcuna arte della traduzione tecnica.
A breve termine
Nonostante il poco tempo a disposizione per organizzare la serata, il team dell’ALF è riuscito a raggruppare una quarantina di persone nell’Amstelkerk, modesta chiesa sconsacrata di Amsterdam che da anni ormai ospita personaggi illustri (Kate Adie, David Mitchell) e non.
Al centro della storia si trova un certo Eric Sanderson, colpito da amnesia profonda dopo la morte, tre anni prima, della fidanzata Clio. Nella ricerca della memoria persa viene affiancato o ostacolato da esseri umani e non: Scout, una ragazza impegnata a ritrovare la propria personalità con cui Eric Sanderson inizia una relazione amorosa; il dott. Fidorous, lo scienziato che, seduto davanti al computer, cerca di salvare lingue e dialetti in via di estinzione; il genio cattivo, Mycroft Ward (pronunciatelo lentamente) che si è reincarnato in almeno 600 corpi nel giro di qualche secolo; il gatto buddista Ian; e naturalmente lo squalo Ludovician, che nuota nel mare del linguaggio (flow of language, stream of consciousness e così via) dove si nutre di parole, oltre che di corpi in carne e ossa.
Il libro è sicuramente complesso e, a tratti brillante, nella sua struttura, ricco di citazioni, rimandi, suggerimenti e influssi letterari di tutti i tipi e per tutti i gusti: da Calvino a Murakami, passando per Auster, e poi Borges, Philip K. Dick, William Gibson, Jaws, MTV, la musica pop, il buddismo zen. Il tutto costellato da disegni, grafici e, a sorpresa, un flip book di una cinquantina di pagine negli ultimi capitoli. SH confessa che ogni edizione presenta una versione diversa della storia, e una volta arrivati all’ultima pagina, i lettori possono andare a caccia di un nuovo capitolo da qualche parte sul sito di Barnes & Nobles.
Per quanto sempre aperta a nuove storie ed esperienze letterarie, non posso non inserire questo libro nella mia categoria personale della narrativa a scatole cinesi, di quelle da aprire una dopo l’altra per trovare sorprese sempre nuove, ma una volta arrivata all’ultimo coperchio non mi vergogno di tirare un sospiro di sollievo. Sicuramente la struttura ingegnosa e complessa del libro ha richiesto cinque anni di duro lavoro, come spiega l’entusiasta SH, ma ciò non serve a scusare il linguaggio piatto, banale e quasi adolescenziale della narrazione.
Per quel che mi riguarda, The Raw Shark Texts può essere dato in pasto ai pesci.
La traduzione è il lavoro del futuro - Guest blogger: Luigi Muzii
Secondo la rivista elettronica Parade, in un articolo apparso nel numero del 15 aprile 2007, tra i settori in crescita c'è quello della traduzione, dato in aumento del 26% entro il 2014, con redditi compresi tra i 43.000 e i 100.000 dollari, anche se, con sorpresa degli stessi autori dell'articolo, non è necessario alcun titolo di studio universitario.
Se è vero, allora, che servono vent'anni per formare un linguista, quale compenso può definirsi adeguato? Ovvero, riformulando la domanda, è un lavoro remunerativo? Una settimana prima, TransPerfect si era guadagnata un articolo di Rebecca Knight sul Financial Times, per essere una delle maggiori società di servizi americana che impiega 650 dipendenti in 43 città del mondo, comprese Singapore, Sydney e Amsterdam, una rete di 4.000 collaboratori e può vantare un fatturato di 112,8 milioni di dollari nel 2006.
Noi, però, stiamo ancora agli "errori di traduzione", come quelli segnalati da Report nella puntata di domenica 15 aprile 2007, in cui, commentando alcuni disegni e la normativa sulle rotonde stradali pubblicata nel 2006 in Gazzetta Ufficiale, Giuseppe Di Giampietro, urbanista del Politecnico di Milano, rilevava: "La cosa strana è che questa norma un po' raccogliticcia e stata messa su copiando un po' quello che si fa nel resto del mondo e copiandola sia dalle fonti sbagliate, per esempio dagli americani che son venuti in Europa ad imparare come si fanno le rotatorie compatte e non dai francesi, e poi sbagliando anche le traduzioni per esempio questa fascia che collega i passaggi pedonali in una rotatoria viene tradotta come banchina pavimentata. In realtà nell'originale questa era un landscaping buffer, cioè è una fascia verde che costringe i pedoni e li convoglia sul passaggio pedonale, questo viene chiamato varco disabili in realtà quello è un passaggio pedonale accessibile e non è affatto per disabili, è per tutti".
Sondaggio AITI - Guest blogger: Luigi Muzii
Sebbene non sia stato individuato alcun criterio per la selezione dei partecipanti e il campione sia per questo piuttosto modesto, a giudicare dai primi risultati che emergono al termine dell'indagine sul mercato dei traduttori e degli interpreti condotta dall'Associazione Italiana Traduttori e Interpreti, si possono già ricavare alcune indicazioni di un certo interesse.
Innanzitutto a partecipare al sondaggio sono stati in larghissima maggioranza (80%) residenti in Italia, ma solo il 29% di essi aderisce all'associazione che lo ha promosso.
Detto questo, non colpisce che il mercato risulti ancora largamente popolato da donne (83,55%); inoltre, dato che la maggior parte di coloro che hanno risposto è in possesso di un titolo di studio universitario (94%), la
popolazione sembrerebbe essere costituita per i due terzi (65%) da donne sotto i 50 anni, e di queste più di un quarto (28%) tra i 30 e i 40.
Il dato più rilevante è comunque quello economico: malgrado più della metà di coloro che hanno risposto al questionario abbia dichiarato di essere in possesso di partita IVA e di usare ambienti di traduzione assistita, quasi il 30% fattura meno di ventimila euro l'anno. E questo, a dispetto del fatto che quasi il 70% dichiari di lavorare da più di cinque anni.
Infine, è sconsolante che quasi la metà di coloro che hanno risposto al questionario non abbia frequentato alcun seminario di formazione o aggiornamento professionale nell'ultimo anno.
Insomma, nel 2007, in Italia, questo sembra ancora essere un lavoro donnesco e manuale, come si usava dire ai tempi di Giovanni Gentile e dei suoi seguaci.
Una coincidenza
Questa mattina ho ricevuto un invito: un reading dello scrittore Steven Hall, che ha appena pubblicato il suo primo libro, The Raw Shark Texts, in cui il protagonista soffre di amnesia. Prima reazione: Kafka (ovviamente). E dopo il primo caffè, sfogliando virtualmente la mia copia del Guardian ho trovato un elenco di 10 libri sulla perdita di memoria.
Link improvvisamente estivi
Questa mattina ci siamo svegliati in piena estate. Sole, cielo terso, gente che cammina sciabattando, in braghette colorate, con le pance (dalla forma ancora invernale) al vento. Chi ha un minimo di senso estetico preferisce starsene a casa. E forse questi link possono offrire un breve intrattenimento.
Da che cosa si riconosce un vero canadese. Eh!
Il 10 maggio si ricorda il centenario della nascita di Daphne du Maurier (la versione italiana del sito è pateticamente ridicola) che, come i suoi personaggi, aveva qualche scheletro nell'armadio.
Recensioni: i libri di Natsuo Kirino, Vladimir Sorokin e Elfriede Jelinek.
Danwei TV: nomi inglesi in Cina.
Quando arriva il bel tempo si fanno le pulizie. Anche in Russia. E intanto date un'occhiata alle stanze di alcuni scrittori.
Globish all around
Luigi Muzii, sempre attento e generoso, mi segnala il Diario di Repubblica di oggi, dedicato al Globish, un interessante PDF da scaricare, leggere e conservare.
I.M Kurt Vonnegut (1922-2007)
Vonnegut once said that, of all the ways to die, he would prefer to go out in an airplane crash on the peak of Mount Kilimanjaro. He often joked about the difficulties of old age, saying in an interview with the Associated Press in 2005 that "when Hemingway killed himself he put a period at the end of his life; old age is more like a semicolon."
Dal Guardian di oggi.
Altro articolo commemorativo nel NY Times.
Qui potete leggere Cold Turkey, un bellissimo articolo di Vonnegut.
Vonnegutweb, sito non ufficiale.
Germaine colpisce ancora
Spassosissimo articolo di Germaine Greer su Mary Shelley, Frankenstein & cronies, anche per chi non condivide le sue idee.
| www.flickr.com |
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