"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Riassunto della situazione
Grazie a Zio Burp che mi segnala un articolo sulla professione del traduttore, in cui l'autrice, Marina Minicuci, fa il punto della situazione. Purtroppo si limita quasi esclusivamente ai traduttori letterari o che in ogni caso lavorano unicamente per case editrici, scordandosi ancora una volta che la realtà di molti traduttori è leggermente più variegata. Conosco pochissimi traduttori che traducono solo ed esclusivamente testi su un unico argomento o che lavorano solo per case editrici. La maggior parte dei traduttori deve avere per lo meno due o tre specializzazioni per poter lavorare a tempo pieno e si barcamena (a seconda delle specializzazioni) fra agenzie di traduzioni, clienti diretti, case editrici, studi legali ecc....
Alcuni punti interessanti però la signora Minicuci li fa.
Ad esempio: "L’aspetto remunerativo è decisivo per la qualità del lavoro. Questa è la principale ragione per la quale molti traduttori capaci si allontanano da questo mestiere che sempre più diventa un’occupazione occasionale, magari per signore/i sfaccendati, ben piazzati economicamente e socialmente, che cercano la patente di intellettuali procurandosi, attraverso i soliti “favori”, la traduzione di qualche testo. Anche gratis."
E ancora: "La traduzione è forse un’arte, sicuramente un mestiere che richiede continuità, preparazione e alcune ineludibili capacità. In primo luogo, capacità di scrivere che già di per sé è dote tutt’altro che comune e richiede continuo allenamento e buone letture.
In secondo luogo, conoscenza non scolastica, ma completa e sempre aggiornata della lingua che si traduce. ll traduttore è il servitore di due padroni, diceva Franz Rosenzweing: e i padroni possono diventare più di due quando accanto al rapporto fra i due testi, di partenza e di arrivo, si considera quello tanto problematico fra le lingue."
Ma soprattutto: "Bisogna avere onestà intellettuale e professionale per rifiutare testi che non è nelle nostre capacità tradurre."

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