Taccuino di traduzione

"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio

23/07/2007

Riflessioni e pecche di un lessicografo

Più che esaustivo, più che appassionante, più che indispensabile. Il libro di Sidney I. Landau, Dictionaries. The Art and Craft of Lexicography, dovrebbe diventare la bibbia per tutti i traduttori e linguisti. Sebbene incentrato principalmente sui dizionari monolingue inglesi per native speakers (generali, collegiate, specialistici, etimologici, dei sinonimi e dei contrari, thesaurus), questo libro contiene anche spunti di riflessione utili per gli svantaggiati stranieri che fanno uso di un vocabolario bilingue.

Per di più Landau si lancia qua e là in alcune sorprendenti riflessioni, che, sospetto, poco o nulla hanno a che fare con la lessicografia:

"In every endeavor one finds people who have violated all the formal rules of preparation for success, yet defy all predictions - and confound their more traditional competitors - by excelling. Remote probability is an avenue of discovery, and though often fruitless, such statistically invisible efforts may add up in the aggregate, as particles of matter in the vastness of the universe are said collectively to have more mass than all the heavenly bodies combined, to something grander than well attested generalization." (pagina 116)

Unica pecca, una certa riluttanza tecnologica:

"A book has portability and a solid independent existence. It is not plugged into anything. It is more satisfying to read black print on white paper than to read electronic images against a backlit background. The text of a book is also more accessible, to my way of thinking, than an electronic database, because unless one has created all the programs of the database one really doesn't know by what means the text can be fully explored, whereas everyone who has experience in reading books understands perfectly how to exploit the content of a book." (pagina 97)

Un'affermazione che mi delude, e non poco. Da qualche anno uso esclusivamente dizionari su CD (se disponibili, ovviamente) e non mi ci è voluto molto a scoprirne i vantaggi. Occupano poco posto. Si consultano rapidamente (soprattutto se uno  ricorre a Virtual CD o simili). Consentono di cercare secondo diversi parametri. Ben chiusi nella custodia, non si impolverano mai. Li metti nella borsa. Non pesano nulla. Nella maggior parte dei casi sono facili da usre e/o sono completi di opuscolo che ne spiega le diverse funzionalità.

Unica richiesta, qualora qualche programmatore stia leggendo: una funzione che mi consenta di aggiungere le mie note. Così come una volta scrivevo sul margine bianco della pagina di un dizionario, ora vorrei una piccola finestrella in cui inserire i miei appunti. E nello spirito della cultura della generosità, sarebbe bello poter scambiare con altri note e commenti sulle varie voci.

Postato da: BebaManno a 19:32 | link | commenti (1)
recensioni, libri, linguistica, dizionari


Commenti
#1   23 Luglio 2007 - 23:07
 
Qualche tempo un post analogo l'ho letto sul blog di Nicola Poeta...
È proprio vero che il mondo è piccolo, anche (o forse soprattutto) quando è virtuale.


Luigi Muzii
utente anonimo

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