Taccuino di traduzione

"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio

27/07/2007

Dalla correzione pasticciata all'arte della revisione

Ieri MM ha segnalato un'interessante rivista di traduzione, The Journal of Specialised Translation, per una volta dedicata alla traduzione non letteraria. Date un'occhiata ai numeri precedenti: ci troverete articoli sulla traduzione di documenti legali e tecnici, sui sottotitoli, sull'interpretariato e tanti altri argomenti di solito ignorati. Il nuovo numero è dedicato alla revisione, con, fra le altre cose gustosissime, un articolo di Patrizia Pierini (Università di Roma 3) sui siti web turistici.

Aggiungo la mia raccomandazione a quella di Margaret: il libro di Brian Mossop sulla revisione, sebbene incentrato principalmente sulla revisione e l'editing di testi inglesi, contiene diversi consigli utili anche per le altre lingue (per es., come non peggiorare le traduzioni altrui o evitare i calchi linguistici che affliggono tutti indiscriminatamente).

Postato da: BebaManno a 09:17 | link | commenti (2)
traduzione, articoli, linguistica, riviste


Commenti
#1   27 Luglio 2007 - 10:20
 
Sai cosa? Si fa un gran parlare (spesso a vanvera) di qualità in questo settore, ma poi gli unici che se ne occupano davvero dal punto di vista teorico e metodologico sono gli stranieri, come Mossop, appunto, la House o la Brunette. Un paio di anni fa, Marella Magris, della SSLMIT di Trieste, ha pubblicato un interessante libbricino dal titolo "L'errore in traduzione", la cui unica pecca era quella di essere pensato per l'accademia italiana, con tutto quello che ne consegue.
In Italia preferiamo puntare il dito contro le traduzioni altrui, e inveire contro quelli che puntano il loro sulle nostre. Ma il metodo non è mai stato il nostro forte. Ai miei studenti non faccio altro che ripetere che il primo dovere di un revisore è il rispetto per il lavoro altrui, quindi il distacco e non il giudizio, ma arrivo sempre quando i danni sono già fatti e le macerie accumulatesi. Non mi stupirei se il revisore con cui te la sei presa nel post precedente fosse frutto di questa mala pianta. Sicuramente ha agito in buona fede, forse ha solo commesso una svista e magari si è sentito in obbligo di onorare gli insegnamenti ricevuti e non poter quindi consegnare una revisione senza correzioni sostanziali.
Qualità e revisione dovrebbero essere materie di insegnamento in una facoltà di traduzione, ma in questo paese siamo pieni di linguisti che non sanno scrivere, e non sanno tradurre, eppure insegnano a farlo perché non hanno mai fatto altro.


L.-

P.S. Non cerco autopromozione, ma se interessa l'argomento, ho scritto diverse cose al riguardo. Quasi tutte le trovi sul sito del Gruppo L10N nell'area Pubblicazioni.
utente anonimo

#2   27 Luglio 2007 - 11:57
 
Lugi, hai sicuramente ragione. Non sono arrabbiata con il traduttore che ha cambiato emetico in ematico (anche se bisogna dire che un controllo con il vocabolario avrebbe aiutato), ma con chi ha scelto, per motivi probabilmente economici, di affidare il controllo a un principiante.
utente anonimo

Commenti
 

Il mio sito

Massardo.com

Scrivimi

isabella.massardo[chiocciola]gmail.com
www.flickr.com