Taccuino di traduzione

"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio

20/09/2007

Link vari

Archivio di Wired for Books: tutti gli autori intervistati da Don Swaim nel corso di molti anni.

Lo Zingarelli 2008 è stato definito dall'editore stesso "un'edizione rivoluzionaria". Sinceramente occupare mezzo disco con il Dizionario di Tommaseo e Bellini non è molto interessante, né molto utile. Perché non hanno aggiunto, invece, qualche nuova funzione di ricerca sfiziosa?

Il prossimo libro che ho intenzione di leggere.

Pensare ad alta voce:

The way we misspeak is endlessly interesting, but not because it is a sign of bad habits or unconscious feelings. Rather, interruptions and mistakes result from one of the fundamental properties of language, its linearity. Because speech is timebound and words can come only one after the other, the way we stall, stumble and start again provides clues to the way we render thought with sound. Indeed, what is stilted, stuttered and slipped on illuminates how we retrieve words from memory, how we plan ahead of speech, how we unite meaning and intonation in real time, and how we acquire language in the first place.

Eskimo Dictionary.

Postato da: BebaManno a 17:49 | link | commenti (4)
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Commenti
#1   20 Settembre 2007 - 18:10
 
Zanichelli è stata spesso accusata di essere troppo sensibile al mercato per lo Zingarelli. Credo che non potendo pubblicare il vocabolario della Crusca o il Battaglia, il Tommaseo sia un bel modo per far contenti i puristi.
Sulle intenzioni dei puristi magari ci sarebbe da discutere, ma io conto sempre che a innescare queste discussioni sia qualcuno che decida di non farsi spaventare dal tono decisamente aristocratico dei tuoi articoli e decida che c'è un tempo e un luogo per ogni cosa, anche per prendere il te con il mignolo alzato.
Pensa che, invece, della Klein io ho voglia di (ri)leggermi Banfield e il suo "The moral basis of a backward society".

L.-
utente anonimo

#2   21 Settembre 2007 - 09:31
 
Un paio di anni fa avevo scritto un post intitolato "Tira più un neologismo" (non metto il link qui, ma lo trovate facilmente con Google) in cui commentavo la corsa neologistica dei dizionari. Gli editori mandano i loro comunicati ai giornali che tra il finto stupito e il mezzo esaltato elencano i neologismi che simboleggiano la vitalità del nostro lessico. Lo Zingarelli è autorevolissimo (e non devo certo dirlo io), ne ho varie edizioni, ma già altri avevano inserito nel 2000 parole come craniata, raga, arrapante, intrippato, sbroccare. O i lessicografi zanichelliani hanno aspettato diversi anni per valutare che tali termini fossero realmente attestati (cosa saggia), oppure 'ste parole non sono per nulla neologismi. Sempre due anni fa dicevo: "Chissà che sarà fra qualche tempo di girotondini e se correntone resisterà dopo il prossimo congresso dei DS". Qualcuno ricorda più il "correntone"?
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#3   21 Settembre 2007 - 09:46
 
Luigi, ho il tono aristocratico??
Banfield, non so,..il villaggio povero in Italia...
Per quanto riguarda i vocabolari storici, quello che volevo sottindendere è che il loro valore è soprattutto storico, interessante ma storico. Bisognerebbe invece cominciare a pensare che il vocabolario su CD-Rom non deve avere necessariamente una finestra di ricerca con tutte le parole in ordine alfabetico. L'alfabeto è un po' come la coperta di Linus, rassicurante e inutile.

Nicola, purtroppo il correntone me lo sono perso, da brava emigrata. Ma ieri ho imparato una parola nuova: tronista!
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#4   21 Settembre 2007 - 14:38
 
Ma tu sei un'aristocratica. E non solo per il livello medio della blogosfera.
Di aristocrazia, quella vera, non quella posticcia dei milioni o del chiacchiericcio salottiero, credo ci sia un gran bisogno.
In giro ci sono un sacco di snob, per i quali si inserisce appunto "tronista" nello Zingarelli, ma che fanno finta di non sapere cosa voglia dire. Io l'ho imparato da mia figlia alla quale, evidentemente vietare decisamente certa televisione non serve: ci pensano i coetanei a istruirla, come accadeva pure ai miei tempi, anche se su altri temi.

Banfield, ti dirò, serve a darsi un tono: ho pochi studi, biascico lingue molli e sono un insopportabile criticone troppo vecchio per i suoi anni. Però, quando, tra un'occupazione e un collettivo, un amico dell'altra sponda me lo passò di soppiato mi fece lo stesso devastante effetto di un'opera dada.

Ti prego, quindi, mantieni il tuo "tono aristocratico"... Rendimi il piacere di venire a vedere se hai pubblicato qualcosa.



L.-
utente anonimo

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