Taccuino di traduzione

"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio

03/10/2007

L'inganno del gerundio

Il governatore di Brasilia ha vietato l'uso del gerundio da parte dei funzionari pubblici:

Non è facile spiegare il problema in un'altra lingua, ma ci possiamo provare. Sempre più spesso, ad uno sportello, in banca o al telefono con un addetto al call-center, il cittadino brasiliano si sente rispondere qualcosa come «staremo provvedendo», «la staremo avvisando». In portoghese non si tratta di un errore, ma suona male all'orecchio, quasi quanto in italiano, e soprattutto puzza di trucchetto. «Provvederemo», o «la avviseremo» sono le espressioni corrette. Il problema è che il gerundio futuro, rispetto al futuro semplice, ha una sfumatura meno ultimativa. Non offre una certezza, ma lascia intendere una azione in divenire. Che, appunto, può o meno trasformarsi in realtà. Quando venite a ripararmi il telefono? «Estaremos avisando...», come dire la avviseremo, quando e se ne avremo voglia.

Da Repubblica, Gerundio vietato in uffici porta a inefficienza (forse ci vuole una virgola da qualche parte in questo titolo)

Postato da: BebaManno a 07:54 | link | commenti (4)
articoli, grammatica, linguistica


Commenti
#1   03 Ottobre 2007 - 09:12
 
È la dimostrazione che la distinzione tra "lingue toste" e "lingue molli" è, per usare un gentile eufemismo, quanto meno arbitraria. Quella del gerundio è una passione che sta prendendo un po' tutto il sudamerica, ed è il risultato del pesante condizionamento anglofono dovuto allo strapotere economico, prima ancora che politico/militare, degli Stati Uniti.
Ci si può legittimamente risentire per l'invadenza dell'inglese (massime americano), ma meravigliarsene è da mammolette.
Abbiamo anche noi, del resto, il nostro daffare con il burocratese (e l'-ese non è lì a caso), e non solo.
Qualcuno ieri si è lamentato per l'attenzione che la nostra "Cultura" ha riservato a Sabani e a Pavarotti, ignorando di fatto Bergman e Antonioni. Questo vorrà pur dire qualcosa, o no?


L.-
utente anonimo

#2   05 Ottobre 2007 - 09:56
 
mi fai pena, muzii.
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#3   05 Ottobre 2007 - 18:08
 
ma tanta.
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#4   06 Ottobre 2007 - 18:22
 
Sempre di più, infinitamente.
Mi spiace per questo blog che non frequenterò più, perché mi hai stufata, tu, le tue comparsate (ohohooh) e soprattutto i tuoi commenti: tu, la tua miseria, i tuoi brontolii continui, la tua tristezza, la tua retorica, il tuo latino dei miei stivali, il tuo "tutti sono frustrati, tutti sono dei poveretti, tutti mancano di professionalità, tutti fanno schifo", la bruttezza della tua anima nera.
E scrivimi pure quanto vuoi, finisci nel reparto viagra, cialis e compagnia bella.
Cara Isabella, scusa, d'ora in poi non commenterò mai più. Adieu.
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