"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Educazione dei clienti
MM, Chris Durban e Louis M. Castillo mi danno degli spunti su cui riflettere con calma, approfittando del fatto che oggi i clienti non telefonano perché qui in Olanda è Koninginnedag, ovvero si festeggia il compleanno della regina (ma questa è un’altra storia).
La brochure di Chris Durban, Translation. Getting it right, è rivolta principalmente ai clienti e contiene alcune informazioni interessanti, che mi trovano pienamente d’accordo.
Un altro punto mi lascia perplessa.
Nella sezione Choosing a translation provider, Chris Durban scrive: “Ask for samples of documents they have translated – not just client names, but specific texts they have produced and are pleased with.” Qui casca l’asino: tutto bene se si tratta di opuscoli, libri, cataloghi, siti web ecc…, ma per alcuni documenti i traduttori sono invitati (scusate l’eufemismo) a firmare un confidentiality agreement. Non solo, a volte la traduzione viene rielaborata (altro eufemismo) all'interno dell'azienda, prima di passare alla stampa vera e propria. Conosco casi in cui il testo finale stampato contiene inesattezze non attribuibili al traduttore.
Technical Translation: Craft, not Commodity è il titolo di un articolo di Louis M. Castillo, pubblicato nella rivista Intercomm della STC. Anche in questo caso il discorso è rivolto ai clienti e non ai traduttori. Fra le altre cose, Castillo pone l’accento sulla specializzazione del traduttore:
“Formal education is important for translators, but it doesn’t guarantee you’ll receive high-quality translations. When seeking a technical translation provider, look for professionals with actual work experience in your field, such as translators who have practiced law, worked as programmers or engineers, or written advertising copy […].” In questo caso, credo che almeno il 50% dei traduttori si troverebbe senza lavoro. Sicuramente l’esperienza pratica in un determinato campo può aiutare; conosco biologi che sono eccellenti traduttori, ma anche laureati in giurisprudenza che, pur conoscendo alla perfezione la terminologia del settore, non sanno mettere insieme due righe sensate quando si tratta di tradurre. Allo stesso modo, ci sono laureati in lingue e letterature straniere in grado di tradurre testi di natura tecnica (modestia a parte ;-). Il connubio conoscenza pratica di un settore e conoscenze linguistiche approfondite è estremamente raro.
Il post di MM invece mi riporta all’annoso problema del PDF.
Un cliente mi telefona chiedendo se posso leggere un documento in PDF. Nessun problema. Ma posso anche tradurlo in PDF? (stupore mio). No, ma posso convertirlo in Word, tradurlo e, se il layout non è troppo complicato, posso riconvertirlo in PDF. Salta fuori che si tratta di un documento con figure, schemi e fotografie, decisamente non piacevole da formattare e che il cliente si aspetta da yours truly non solo il servizio di traduzione, ma anche una buona dose di DTP. So che ci sono dei colleghi che offrono questo tipo di servizio. E a questo punto mi chiedo: è il compito e il dovere del traduttore essere in grado anche di elaborare i file nei formati più esotici???
Vado a unirmi ai festeggiamenti.

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