"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Un buon traduttore
La settimana scorsa in quel dei Paesi Bassi è infuriata, seppur brevemente, ancora una volta la discussione: chi può lavorare come traduttore? Quali diplomi occorrono?
Per essere più precisi, la polemica infuocata verteva questa volta soprattutto sul problema dell’asseverazione. Secondo un grande numero di traduttori e di agenzie di traduzione, un traduttore asseverato dal tribunale è un bravo traduttore. Di fronte a un traduttore non asseverato (o non giurato, che dir si voglia) si alza dubbiosamente un sopracciglio.
Mi sembra, sinceramente, una presa di posizione ridicola. L’asseverazione può servire se si è specializzati (o ci si vuole specializzare) in traduzioni giuridiche, ma per un traduttore che si occupa di testi tecnici, commerciali ecc... l’asseverazione non ha alcun significato. Tanto più che fino ad oggi l'asseverazione viene concessa in base a criteri variabili quanto il clima, per cui non protegge da eventuali problemi.
Sarebbe invece più interessante spostare la discussione sulle caratteristiche di un buon traduttore.
Lungi da me riaccendere la discussione, propongo solo alcuni punti di riflessione.
Alcune pagine interessanti sull'argomento:
To be a good translator (accademico)
Some Northern Light for Young Translators
7 caratteristiche di un bravo traduttore
La via delle traduzioni (l'esperienza del traduttore Nazzareno Mataldi)

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