"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Basta una parola...
...a rallentare il corso della giustizia.
La parola in questione è una parola araba: silaa7. (Per indicare alcuni suoni della lingua araba, per i quali non vi sono lettere del nostro alfabeto, si usano delle cifre.)
In questi giorni in Olanda si tiene il processo contro Samir A., un presunto terrorista arabo/olandese, accusato, fra l'altro, di aver preparato un attentato contro la centrale nucleare di Borssele.
Il processo è stato rinviato di quasi un mese perché nessuno riusciva a scoprire il significato della parola silaa7 trovata su alcuni documenti incriminanti. Non ci sono riusciti i servizi segreti, né gli esperti del Servizio Esplosivi olandese.
Per fortuna c'è riuscito invece venerdì scorso il Procuratore della Regina, che ha dichiarato che silaa7 significa 'arma'. Lo ha scoperto dopo aver passato alcune ore a 'googlare' su Internet.
Perdita di tempo: gli sarebbe bastato guardare sul dizionario arabo-olandese della casa editrice Bulaaq o su quello di Hans Wehr. E' esattamente quello che hanno fatto i giornalisti del quotidiano De Volkskrant (purtroppo l'articolo non è disponibile gratuitamente).

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