"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Letti (e a volte riletti) - 2
Vyvyane Loh, Breaking the Tongue.
Lo confesso, mi ha lasciato senza parole. E ho anche passato qualche ora a rompermi le dita, fissando perplessa lo schermo bianco. Come si fa a scrivere di questo libro feroce e crudele?
Lo sfondo è Singapore, durante la Seconda Guerra Mondiale.
I personaggi principali: Claude Lim, un ragazzo cinese che parla solo inglese, cresciuto in una famiglia in cui regna la convinzione che la cultura occidentale sia superiore a tutte le altre; Ling-Li, una ragazza che lavora come infermiera e come spia dell'esercito cinese. Intorno a loro ruotano dei personaggi secondari altrettanto complessi: la nonna Siok, che cerca di impartire a Claude i principi di Sun Tsu; Cynthia e Humphrey, i genitori di Claude: mentre il padre ammira incondizionato la lingua e la cultura inglese, la moglie lo tradisce con tutti gli ufficiali britannici che riesce a trovare; Patrick Hennan, ufficiale inglese spia dei giapponesi; Jack Winchester, ufficiale inglese affascinato dalla cultura esotica del luogo.
If it is natural for a man to prefer his own kind, what would make one go the opposite route? What is that mysterious magnet that draws a man to another culture, a whole different way of living? Could it be that never having really lived in his own world, never having been fully alive, he jumps at the chance of a fresh start? Could it be that the exotic is far more vivid and therefore stimulating to the senses, a drug of some sorts, one that intensifies the world? For, as much as you have been brought up to dislike your own race, there are others who, incredible as it seems, have fallen in love with it, others who are drawn to "local" life as much as you resent it.
Quando, dopo varie peripezie dei personaggi, i giapponesi entrano a Singapore, Ling-li e Claude vengono catturati e torturati. E' dopo quest'esperienza che Claude trova il coraggio di rimpossessarsi della propria cultura e della propria identità. Con un gesto disperato: si taglia la lingua.
Down to mere fibres, the last strips of tissue. [...] When fully healed, you will have only a stub to work with. No miraculous new tongue will sprout in the old one's place, no regeneration of what has been lost. Only a muteness - at best, a stunted form of speech, that will make children laugh and tease you mercilessly. No matter. You will laugh along, knowing that they will not be contaminated by that old tongue.
Declino di un impero, ricerca di una patria, di una casa, storia, guerra, identità, orgoglio, crudeltà, amore: Breaking the Tongue affronta tutti questi temi, con riflessioni intense ed emozioni forti.
Su Eyeonbooks si può ascoltare un'intervista con Vyvyane Loh.
Ho fatto del mio meglio. :-)

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