"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Tradurre Pamuk
[...] Se Pamuk è un ponte lo è ma in maniera sofferente, ossia subisce il peso dei transiti. Mi spiego meglio: è un punto di sofferenza perché deve sopportare pesantissimi transiti sulla sua pelle. La sua maniera di scrivere non è orientale, del resto in Turchia lo svecchiamento dei suoi autori più significativi ha degli esempi anche precedenti. Pamuk però ha una delicata maniera di esprimere il proprio disagio, mai con la satira, la ferocia, il veleno. Nei suoi scritti non è mai offensivo o sfacciato con chi non la pensa come lui. Il suo calamaio però è decisamente nero su bianco, non è certo quello che suol dirsi un autore alla moda».
Intervista con Giampiero Bellingeri, traduttore di Pamuk e professore di lingua e letteratura turca all'Università di Venezia

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