"Più la storia s'avvicina ai nostri tempi, e più alle fusioni di due civiltà attraverso la carne si sostituisce quella attraverso la carta. Alle invasioni le traduzioni." Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: 1940, 11 gennaio
Trattate i vostri dizionari come trattate i vostri figli?
The Old Dictionary (primo link della pagina) è un racconto di Lydia Davis, ex moglie di Paul Auster, traduttrice di Proust, Foucalt e altri scrittori francesi, oltre che scrittrice nominata per il National Book Award 2007.
Da un'intervista a Salon:
Do you think about writing another novel?
I have plans for a very long book which will be a novel in the form of a French Grammar, I think. And it's going to be long and have many parts to it like a grammar book that's used to translate things. It's something that I have to work on. I tend to work on it while I'm translating. I take little notes -- again, of things that occur to me. I usually let things come to me instead of me going to them.
Michael Silverblatt (il Bookworm di KCRW) ha un'intervista con questa scrittrice dallo stile estremamente conciso (alcuni dei suoi racconti sono lunghi un paragrafo).
Julian Barnes e i blog
Se fossero solo i giornalisti italiani a parlare male dei blog, ma a quanto pare anche il brillante Julian Barnes non è esattamente thrilled.
Videocast
La TED Conference di Steven Pinker datata 2005. Di minore interesse linguistico, ma mostruosamente thought-provoking, la sua conferenza TED di quest'anno: A Brief History of Violence.
Link vari
Archivio di Wired for Books: tutti gli autori intervistati da Don Swaim nel corso di molti anni.
Lo Zingarelli 2008 è stato definito dall'editore stesso "un'edizione rivoluzionaria". Sinceramente occupare mezzo disco con il Dizionario di Tommaseo e Bellini non è molto interessante, né molto utile. Perché non hanno aggiunto, invece, qualche nuova funzione di ricerca sfiziosa?
Il prossimo libro che ho intenzione di leggere.
Pensare ad alta voce:
The way we misspeak is endlessly interesting, but not because it is a sign of bad habits or unconscious feelings. Rather, interruptions and mistakes result from one of the fundamental properties of language, its linearity. Because speech is timebound and words can come only one after the other, the way we stall, stumble and start again provides clues to the way we render thought with sound. Indeed, what is stilted, stuttered and slipped on illuminates how we retrieve words from memory, how we plan ahead of speech, how we unite meaning and intonation in real time, and how we acquire language in the first place.
Eskimo Dictionary.
Una passione
Un articolo sul passatempo appassionante di un medical editor, Amy Zekas Reynaldo. Il suo blog si chiama Diary of a Crossword Fiend. I provini del film Wordplay potete guardarli qui.
Macchine da scrivere
Sebbene io abiti in una casa con quattro computer desktop e due laptop, conservo ancora con grande cura anche la mia collezione di penne stilografiche Esterbrook e Sailor, la mia macchina da scrivere Olympia Traveller de Luxe, acquistata per 70 mila sudate lire e con cui ho scritto la mia tesi di laurea, oltre a una rumorosissima Rover con alfabeto russo, che si è rivelata utile per le mie prime traduzioni.
NPR Books ha messo online un programma dedicato alla macchina da scrivere attraverso i secoli, sui compositori che hanno usato la macchina da scrivere come strumento musicale, sul perché continuiamo ad essere affezionati a questo strumento.
Non dimenticate di cliccare sui link della sezione Related Stories, in fondo alla pagina.
Qui un brevissimo brano su Henry James che scopre la macchina da scrivere.
Da strumento a strumento, questo è un articolo su Isaac Pitman e la penna da lui usata per creare il sistema di stenografia ancora oggi in uso (incredibile, ma vero!).
Le storie dietro le parole
Le racconta Charles Hodgson, la voce dietro a Podictionary e autore di Carnal Knowledge di prossima pubblicazione. Provatelo, è più o meno come sfogliare a caso il dizionario. I podcast (ogni giorno uno diverso) sono divertenti, informativi, curiosi e della giusta durata.
Will on Self
Adoro Will Self, l'ho già detto e mi piace pure ripeterlo. Niente di meglio quindi di un'intervista con questo scrittore dal vocabolario grottesco e stravagante. (Dal Guardian.)
Lo scontro con Richard Littlejohn di cui si parla all'inizio dell'intervista è riassunto qui (scroll down to The Will Self Incident).
Aggiunta: grazie all segnalazione di FDM, un resoconto parola per parola dello scontro è riportato qui.
Link per il 2 giugno
Un urlo lanciato cinquant'anni fa
The opening line of "Howl" - "I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked" - is among the best-known in American poetry. It has become a catchphrase. In 1997, Anglia Railways used it as an advertising jingle, to plug a special deal on trains from London to Norwich: "I saw the best minds of my generation at Liverpool Street Station ..." (the Ginsberg estate politely put a stop to it). Ginsberg wrote Part I of the poem while living at 1010 Montgomery Street, San Francisco (the house is still there; no plaque). He later recalled that he had not intended to publish it, and therefore felt free to commemorate the various assaults of madness, injury, death and persecution that had befallen the "best minds" of his intimate circle in what they experienced as the repressive atmosphere of postwar America.
James Campbell, To save America, nel Guardian di oggi.
Una traduzione italiana è qui.
Libri per l'estate
Con l'estate e le vacanze alle porte, iniziano a spuntare gli elenchi con suggerimenti di lettura.
Il NY Times rompe con le tradizioni presentando ben 4 liste: Travel, Cooking, Comics e Visuals, a cui probabilmente in seguito si aggiungeranno (speriamo) fiction e non fiction. (Usate bugmenot.com per la password)
Parlando di guerra
Nel New Yorker Gunter Grass racconta la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità...
Il blog di un quotidiano
You don't say: Language and Usage, il blog del Baltimore Sun
Podcast
Slate ha dei podcast interessanti dedicati alla letteratura. L'ultimo è dedicato a The Road di Corman McCarthy, ufficialmente definito un capolavoro.
The Paris Review con sonoro
E.L. Doctorow, Paul Auster e altri leggono brani tratti dai loro libri, grazie a TPR.
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